Fotografie Cameraless: un viaggio tra materia, tempo e memoria

Le mie fotografie cameraless nascono dall’incontro tra carta fotografica, oggetti dimenticati e reazioni chimiche imprevedibili. Utilizzo materiali di scarto per comporre immagini senza l’uso di una macchina fotografica. Il processo si svolge alla luce del sole, senza camera oscura, ma al riparo dai raggi diretti del sole. Utilizzo carta fotografica in bianco e nero o seppia, acido per lo sviluppo e materiali di scarto – stoffe, reti, plastica, spaghi, imparaticci – per imprimere texture, forme e presenze.

Ogni immagine è il risultato di un gesto calibrato: scelgo i materiali, li imprimo seguendo un ordine preciso, osservo le reazioni. I tempi sono veloci, ogni attimo conta, e nulla può essere cancellato o rifatto.

Alcune immagini vengono fissate restando in bianco e nero, mentre altre, lasciate libere di evolversi 

nel tempo, assumono toni rosa, blu, violetti, creando atmosfere sospese, a tratti retrò. Non sono mai pienamente astratte né figurative: evocano, suggeriscono, sollecitano ricordi e significati diversi per ognuno.

Non parto da un’idea da comunicare, ma da un processo creativo in evoluzione: l’immagine che si forma sotto ai miei occhi, mi suggerisce il passaggio successivo. Il significato non precede l’immagine: si forma o non si forma lungo il processo di creazione, ed è sempre soggettiva. Per questo mi considero una spettatrice tra spettatori. Non impongo una lettura, condivido invece una ricerca del significato, non universale, ma personale ed evocativo.

Le mie fotografie sono incontri inattesi tra materia, luce e tempo e chi le guarda è mio compagno di viaggio.

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Fotografie di Dalila De Luca, che ringrazio per la sensibilità e la cura con cui mi ha ritratta.